Risanamento a spruzzo di pozzetti e camerette: come funziona la tecnologia spray lining
Quando si parla di risanamento delle reti senza scavi, il pensiero corre subito al relining CIPP delle tubazioni. Ma le reti fognarie e idriche non sono fatte solo di tubi: sono fatte anche di pozzetti, camerette d’ispezione, vasche e manufatti in cemento che si degradano prima e più velocemente delle condotte. Per questi elementi esiste una tecnologia specifica: il risanamento a spruzzo, o spray lining. Vediamo cos’è, come funziona e quando conviene sceglierlo.
1. Cos’è il risanamento a spruzzo
Il risanamento a spruzzo consiste nell’applicare, direttamente sulle pareti interne di un manufatto, uno o più strati di rivestimento protettivo — tipicamente malte cementizie tecniche o resine poliuretaniche ed epossidiche — mediante attrezzature a spruzzo o a proiezione centrifuga. Il rivestimento aderisce alla superficie esistente e forma, una volta indurito, una nuova “pelle” strutturale e impermeabile che protegge il manufatto dalla corrosione e ne ripristina la tenuta.
È la stessa logica del relining — creare un nuovo strato interno senza demolire il vecchio — applicata però a superfici irregolari e volumi (pareti di pozzetti, fondi di vasche, camere di grande diametro) dove non si può inserire una calza tubolare.
2. Come si esegue un intervento
Un intervento di risanamento a spruzzo segue passaggi ben definiti:
- Diagnosi e videoispezione: si valuta lo stato del manufatto, l’entità del degrado e le eventuali infiltrazioni attive.
- Preparazione della superficie: pulizia meccanica o idrodinamica ad alta pressione per rimuovere incrostazioni, parti ammalorate e depositi, così che il rivestimento aderisca bene.
- Trattamento delle venute d’acqua: eventuali infiltrazioni puntuali vengono bloccate prima dell’applicazione.
- Applicazione a spruzzo: il materiale viene proiettato in uno o più strati di spessore controllato, uniforme su tutta la superficie.
- Maturazione e collaudo: dopo l’indurimento si verifica la continuità del rivestimento e la tenuta.
3. Spray lining o relining CIPP? Quando usare l’uno o l’altro
Le due tecnologie non competono: si completano. La scelta dipende dalla geometria dell’elemento da risanare.
Relining CIPP — per le tubazioni
È la scelta d’elezione quando si deve risanare un tratto di tubo continuo di sezione regolare. La calza impregnata di resina forma un nuovo tubo interno senza giunti, ideale per condotte fognarie e di scarico.
Risanamento a spruzzo — per pozzetti, camerette e manufatti
È la scelta corretta quando la superficie da trattare non è un tubo lineare ma un volume: pozzetti d’ispezione, camerette di raccordo, pozzetti di sollevamento, vasche, collettori visitabili di grande diametro. In questi casi lo spruzzo raggiunge angoli, spallette e fondo in modo uniforme, dove una calza non potrebbe adattarsi.
Nella pratica, molti interventi combinano le due tecniche: relining CIPP sui tratti di tubazione e risanamento a spruzzo sui pozzetti e le camerette che li collegano, per ottenere una rete completamente ripristinata dall’interno.
4. Dove si applica
- Pozzetti e camerette d’ispezione delle reti fognarie urbane e industriali.
- Pozzetti di sollevamento e stazioni di pompaggio aggredite dai gas di fermentazione.
- Vasche di raccolta, di prima pioggia e di trattamento reflui.
- Collettori e manufatti in cemento di grande diametro, visitabili.
- Manufatti soggetti a corrosione da idrogeno solforato, tipica degli ambienti fognari.
5. Vantaggi e limiti
Il risanamento a spruzzo elimina la demolizione del manufatto e il suo rifacimento: si lavora dall’interno, riducendo drasticamente tempi, disagi e movimentazione di materiali rispetto alla ricostruzione tradizionale. Ripristina insieme tenuta idraulica e resistenza alla corrosione, prolungando la vita utile dell’opera.
Come ogni tecnologia, ha però dei limiti. Non è la soluzione quando il manufatto ha perso integrità strutturale al punto da non poter più sostenere il rivestimento, o quando i cedimenti sono tali da richiedere un rifacimento vero e proprio. È la videoispezione preliminare, ancora una volta, a dire se il manufatto è risanabile a spruzzo o se serve un intervento diverso. Nessuna tecnologia sostituisce la diagnosi: la diagnosi decide la tecnologia.
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